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04 dicembre 2017

Arte da leccarsi i baffi!

Passioni e ossessioni di Salvador Dalì per il cibo

Molti artisti nella storia si sono confrontati col cibo: nature morte, ritratti, ispirazione…ma pochi ebbero la stessa ossessione di Salvador Dalì per questo argomento.
Un’ossesione che nacque, a suo dire, addirittura prima della nascita: nelle "Confessioni Incoffessabili" parla di esperienze gastronomiche avvenute nel grembo materno.
Questa passione si manifesta dunque ancor prima di quella per l’arte, tanto che si narra che a sei anni avesse deciso di diventare cuoco.

Pur scegliendo un’arte diversa dalla cucina, però, nel 1973 riuscì a pubblicare un suo libro di ricette: “Le cene di Gala” (soprannome, questo, che dette lui stesso alla moglie).

Solo 400 copie, 136 ricette illustrate con 12 litografie perlopiù afrodisiache ed ispirate alla tradizione francese dei grandi chef, il libro si apre con un avvertimento: “Se tu sei un seguace di questi soppesatori di calorie che trasformano le gioie di un pasto in una punizione, chiudi il libro”.

Tra i suoi ingredienti preferiti: selvaggina, capesante, trippa, timballi, lumache e crostacei, il tutto portato a tavola con presentazioni scenografiche.

In Italia lo potete trovare nella ristampa di Taschen.

E se la cucina è influenzata dall’arte avviene anche viceversa nei quadri di Dalì: uova fritte al tegamino penzolanti da cucchiai surrealisti, costolette d’agnello, telefoni a forma di astice, orologi molli, si dice, della consistenza del Camembert sciolto...fu Dalì stesso a definire la propria pittura “gastronomica”.

Sempre in tema lavorativo, in pochi sanno che fu proprio lui a creare il primo logo degli ormai famosissimi lecca lecca Chupa Chups.

Anche la sua ultima dimora è costellata di alimenti: la facciata e i cornicioni del suo Teatro-Museo a Figueres sono adornati con pane e uova.

Se vi abbiamo incuriosito e siete appassionati di arte, oltre che di cibo, vi ricordiamo che in questi giorni (fino all’11 febbraio) a Bologna è possibile visitare la mostra “Duchamp, Magritte, Dalì” presso Palazzo Albergati. Potrete ammirare circa duecento opere dadaiste e surrealiste, tutte provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme divise in cinque sezioni tematiche: Accostamenti Sorprendenti; Automatismo e Subconscio; Biomorfismo e Metamorfismo; Il Desiderio, La Musa, La Violenza; e Il Paesaggio Onirico.

E se dopo aver soddisfatto la vostra fame di conoscenza vorrete soddisfare anche quella più concreta, di buon cibo, cercate i nostri truck con la app Streeteat.

Da leccarsi i baffi, avrebbe detto Dalì ;-)