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05 novembre 2017

Le città che cambiano

Nuovi quartieri, vecchie realtà

Lo street-food non esisterebbe se non ci fossero le strade, i marciapiedi, i quartieri nei quali muoversi, fermarsi, incontrarsi e vivere.

E i nostri quartieri stanno cambiando a vista d’occhio, basti pensare che nel giugno scorso ben 118 città italiane si sono viste finanziare progetti per la rinascita delle periferie. A Bari, Firenze, Milano, Bologna, ma anche nelle più piccole Avellino, Lecce, Vicenza, Bergamo, Modena, Torino, Grosseto, Mantova o Cagliari sono pronti piani di riqualificazione per tornare a vivere appieno interi quartieri dimenticati nel tempo da cittadini e amministrazioni.

Qui nasceranno nuove realtà, nuovi servizi, hub, coworking, ma anche iniziative dal basso che consentiranno alle persone che in quei quartieri vivono ogni giorno di godere dei propri spazi e risorse, senza doversi per forza allontanare verso centri storici o commerciali.

A Milano, per fare l’esempio più eclatante, si è addirittura creato un nuovo skyline nella zona di Piazza Gae Aulenti, il fulcro che collega ben tre “nuovi” quartieri: Garibaldi, Isola e Porta Nuova.

Qui la Torre Unicredit, il Bosco Verde e la Piazza eco-sostenibile e smart sono già icone dei nostri giorni, luoghi d’incontro e punti di riferimento per gli appuntamenti di manager, blogger ma anche ragazzi che si ritrovano per ballare hip-hop o semplicemente fare due chiacchiere davanti a un caffè.

Isola era un quartiere popolare, adesso è tra i più richiesti di Milano.

Per fare altri due esempi meneghini Tortona e Lodi erano zone decentrate e poco frequentate, ma grazie alla riqualificazione stanno aprendo qui Musei e iniziative come la Design Week e il Salone del Mobile, l’Armani Silos e la Fondazione Prada ancora in costante espansione.

E questa vocazione al cambiamento ha recentemente permesso a Milano di qualificarsi come "città più smart d'Italia" secondo l' ICity Rate 2017 di FPA per produttività, imprenditorialità, diffusione della banda ultralarga, del coworking e di tanti altri servizi.

Le città, dunque, cambiano, pur rimanendo le stesse. I quartieri si rinnovano ma lo scopo ultimo di piazze e strade resta lo stesso: socializzare. Magari con nuovi mezzi, ma pur sempre per creare legami e comunicazioni.

E socializzare è anche lo scopo ultimo del cibo di strada, perciò ben vengano i nuovi quartieri e le riqualificazioni, nelle loro strade ci sarà sempre un truck pronto a contribuire!