Streeteat

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12 ottobre 2015

Cerchi lo “Street food?” Ora lo trova una “App”

IN AMERICA FANNO PARTE DELL’ICONOGRAFIA TRADIZIONALE MA ORA LE “MENSE MOBILI” SI DIFFONDONO ANCHE DA NOI, SPESSO GESTITE DA PROFESSIONISTI ALLA PRIMA ESPERIENZA CULINARIA: L’INIZIATIVA DI “MAPPARLE” È DI UN QUARANTENNE SICILIANO

[ IL CASO ] S ono musicisti, broker, architetti o impiegati di banca che, stanchi della solita routine, hanno deciso di dare una svolta alla propria vita. Via gli abiti gessati, si sono infilati un grembiule e si sono messi tra piastre e friggitrici montate su furgoni, apette, roulotte, vecchi camper van Volkswagen, Citroen HY del 1947 che sono stati trasformati in ristoranti su ruote. Poi ad aggregarli in un’applicazione (e a renderli geolocalizzabili in tutto lo stivale) ci ha pensato Giuseppe Castronovo con “Streeteat”, il paradiso per tutti gli amanti dello street food. Basta un clic sul cellulare per trovare il mezzo più vicino - a casa o al lavoro - dove fermarsi per una golosa pausa pranzo. Il business il quarantenne siciliano Castronovo lo intuisce subito. Dopo un’analisi di mercato, “mi sono reso conto che era un settore in rapida crescita” ma, sottolinea, “mancavano una serie di strumenti e iniziative collegate a queste realtà, come ad esempio una mappatura delle attività”. E allora “perché non geolocalizzare e aggregare in un’unica app tutti i mezzi (food truck) italiani?”. Il successo è stato immediato. E ora “Streeteat” conta 70 food truck e 10mila download. Attraverso questa applicazione gratuita, le persone hanno la possibilità di vedere dove si trova l’apetta più vicina e visionare foto, descrizione dei menu e contenuti condivisi dai ristoratori sui propri canali social. Occhieggiando a Tripadvisor, l’utente ha la possibilità di lasciare valutazioni e recensioni sui vari truck. L’ultima novità – pronta al debutto - è “Streeteat Gift”, una sorta di smart-box, con una guida illustrata e un assegno regalo dai 200 ai 450 euro per pagare il cibo di strada. I cofanetti daranno la possibilità di scegliere il menu per più persone per catering per feste, matrimoni o incontri aziendali. Da Milano a Roma, a Torino fino alle Marche e Caserta: l’iniziativa a macchia di leopardo sta raggiungendo sempre più aree ed è pronta al lancio su scala europea. Il fenomeno è inarrestabile, ma d’altronde ce n’è per tutti i gusti. I dolcetti di matrice napoletana di Mignon: caprese, sfogliatelle ricce e frolle e pastiere si gustano in un boccone in una cornice di ceramiche di Vietri. Churros, kebab al cioccolato e waffle sono sull’Ape Lembo Bistrot. A strisce bianche e blu è l’Apemare dove la frittura – rigorosamente di pesce – segue la tradizione versiliese. Nella burgheria Bbq Valdichiana spopolano gli hamburger di chianina e cinta senese. Lapa-tatina frigge patate e calamari, i Baccalà tuffano nell’olio i filetti del merluzzo sotto sale e il profumo del risotto allo zafferano si spande dal rimorchio lilla e fucsia di Zafferanoinstrada. E i Fuori di Mente (adattamento su ruote del ristorante bresciano Mente Locale), viaggiano su un vecchio Citroen HY: la specialità a bordo è il burger di fassona. L’applicazione – che può sembrare il punto d’arrivo - è in realtà solo il primo passo. La strategia è sviluppare il business di questi ambulanti 2.0 con strategie di marketing e consulenza. Se la cucina da strada di tutta Italia è contenuta in un’unica app, è già pronta l’espansione in Spagna, Germania, Svizzera e Francia. A Londra, invece, la conquista è già iniziata con tre food truck. E ora Castronovo pensa addirittura di sbarcare in America: qui lo “street food” è una cultura antica, e i banchietti mobili che vendono hot dog fanno parte dell’iconografia più tradizionale di New York. Localizzare il più vicino, conoscendo anche le specialità, può essere un’utile opportunità. Giuseppe Castronovo, ideatore della App per trovare la “mensa mobile” più vicina

Credit Laura Serloni