Streeteat

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03 giugno 2015

Il Fatto Quotidiano

Avete voglia di mangiare con le mani. All’aria aperta, possibilmente in piedi. Il menù? Polpette di pesce o di carne, gnocco fritto, pane e mortadella, frittate, torte salate, focaccia e verdure. Senza rinunciare alla qualità degli ingredienti. Neanche alle ricette della tradizione. Un siciliano e un milanese si sono inventati un’app su misura: si chiama StreetEat, mappa i food truck, cioè i ristoranti con le ruote, in tutta Italia, segnala quelli più vicini a dove vi trovate e mostra il menù che offrono. Per ora ne sono stati inseriti una trentina. Si concentrano soprattutto a Roma, Milano, Torino, Firenze e Napoli. C’è “Diogene”, paninoteca gourmet allestita su Ape Piaggio. “Mignon", che prepara sfizi napoletani a bordo di porter blu. “Mr Max”, furgoncino che serve i salumi emiliani. Un altro, “God save the food”, di colore verde bosco, che sforna sandwich con tacchino, uovo sodo, salmone.  “Ci arrivano circa dieci richieste al giorno. Ma selezioniamo solo quelli che propongono piatti regionali e privilegiano prodotti a chilometro zero” sottolinea Giuseppe Castronovo, 39 anni, di Agrigento, uno dei due soci. L’altro è Daniele Carettoni, 55 anni, di Milano, ex manager di banca. L’intesa è nata una sera di gennaio. Per caso. “Un amico in comune ci ha messo in contatto, abbiamo organizzato una cena ed è nato il progetto - spiega Castronovo, esperto di marketing -. L’idea mi è venuta dopo aver fatto un’analisi di mercato sui food truck. Mi sono accorto che il settore stava crescendo ma non c’era una mappatura delle attività. Così ce lo siamo inventati noi”.  L’app è gratuita, in versione italiana e inglese. A tre giorni dal lancio, si contano oltre duemila download. “Incredibile, siamo felicissimi - commenta -. StreeEat è ai primi posti nella classifica dell’App store”. Un successo inaspettato. Sintomo che i tempi cambiano alla svelta e la richiesta dal basso è parecchio numerosa. Presto l’app sarà disponibile anche per Android. Intanto è già online il sito omonimo. L’utente in questo caso può scrivere una recensione del singolo camioncino e dare un voto. Per gestire l’impresa i due soci hanno messo all’opera un team di dieci persone. Il budget investito è di centomila euro. Hanno attivato anche un servizio catering per cerimonie di lavoro o private. Ma confessano che sono solo all’inzio dell’avventura. “Per il futuro abbiamo in mente di fare degli studi di geomarketing, cioè capire in quali zone e in quale fascia della giornata ci sono più clienti per incrociare domanda e offerta. Vogliamo aiutare gli esercenti a fare business offrendo consulenza”. Dietro ogni ristoratore su ruote c’è una storia da raccontare. “Si tratta di gente che ha voluto cambiare vita. C’è l’ex broker, l’ex imprenditore d’affari, l’ex musicista. Vendere cibo buono sulla strada è un’arte, da consumare prima di tutto, e da valorizzare”. L’inaugurazione ufficiale di StreeEat avverrà il 29 maggio, a Milano, in occasione del Food truck festival.

 

Credit: Chiara Daina per Il Fatto Quotidiano