Streeteat

Scarica l'App per la migliore esperienza su mobile!

22 aprile 2015

Presto una app per geolocalizzare il cibo da strada gourmet.

Le miasse medioevali cotte su ferri arroventati e le piadine vegane preparate con farina  di canapa,  la carne affumicata a legna per 8 lunghe ore e i burger cucinati  sottovuoto, il fritto misto e la trippa alla romana, le sarde in saor della tradizione veneta e le panelle siciliane.  Lo street food è in  festival a Roma, alla Città dell’altra economia di Testaccio (fino a domani sera), con il raduno dei migliori food truck: furgoni, apetti, roulotte, vecchi camper van Volkswagen, Citroen HY del 1947, dotati di piastre, cappe, friggitrici, si trasformano in ristoranti su ruote. Un fenomeno inarrestabile: «Ogni giorno ricevo richieste di adesione. Ho selezionato almeno 200 attività, comprese quelle in avviamento, ma allo Street Food Truck Festival partecipa solo l’eccellenza» racconta Federico Trotta, organizzatore della manifestazione con Barley Arts che, dopo la tappa romana  si sposterà a Firenze, a Bologna, Sarzana e ancora a Milano, da dove è partita. Una laurea in scienze gastronomiche a Pollenzo, un lungo tour nelle cucine del mondo e la gestione di tre orti  fanno di Federico un esperto talent scout di chef itineranti.


Bufala, salsiccia e friarielli per cominciare
Si scaldano i forni, si completa la linea degli ingredienti, si allestiscono i banconi, si ravviva la brace nei barbecue: lo spettacolo sta per cominciare. La roulotte rossa e bianca di Mòmò è pronta a farcire panini con mozzarella di bufala, salsiccia e friarielli, la carne affumicata di Phil’s invece richiede ancora una mezzora di cottura: il BBQ del Texas, con richiami alla tradizione di Kansas city e degli stati del Sud e del Nord Carolina, è un procedimento lento. Il rimorchio fuxia e arancio di Cucinando su ruote (si chiama Giggetta), invita all’assaggio, tra piantine di timo, salvia e lavanda in fiore.  Tutto vegano e mixato con canapa sativa (senza Thc): farinata di ceci  (con cipolle stufate o verza con bagnetta verde), pasta trafilata a bronzo,  stecco dolce da passeggio  (polentina di farro con frutta secca e semi decorticati).


L’Ape gourmet  e  il truck di famiglia
Anche l’Ape Romeo di Cristina Bowerman (stella Michelin di Glass Hostaria) riserva sorprese vegetariane: il Burrito,  che d’ordinanza è con riso Basmati, pollo cotto a bassa temperatura aromatizzato al coriandolo, fagioli Azuki con pomodoro e peperoncino Jalapeño e salsa allo yogurt, viene proposto in alternativa con  caponata di verdure. Il Panzerotto è con scarola, uvetta e pinoli, l’insalata di pollo con sedano, mela e noci. Cinema Divino, che porta i film tra i filari delle cantine  italiane (visione all’aperto con sfondo sui vigneti), è un truck di cucina del territorio della Romagna: propone piadina originale e lasagna al ragù di mora romagnola (suino tipico della regione). Food Family onora la tradizione romana con trippa e porchetta,

Cibo tradizionale e nuove tecnologie su ruote
La roulotte di Mozao, chiamata la Luisona, come la  decana delle paste nel libro Bar Sport di Stefano Benni, è specializzata in tigelle e gnocco fritto (buoni anche in altri truck), ma nella burgheria vicina, che arriva da Montepulciano,  spopolano in quattro versioni gli hamburger di chianina e cinta senese. L’Ape Magna frigge patate rosse biologiche a spirale e supplì piccanti con la nduja, la Panella tuffa nell’olio le tipiche frittelle di ceci palermitane. Il profumo del risotto allo zafferano si spande dal ristorante viaggiante Primo Sapore. Lo zafferano è coltivato in Brianza. Nei cesti fragranti crostatine con marmellata di frutta  preparate con grano saraceno, mais fioretto e farina di riso. Tutti in fila per le sarde in saor e ali di pollo fritte davanti all’avveniristico van degli Chef in Viaggio. I Fuori di Mente (adattamento su ruote del ristorante bresciano Mente Locale), viaggiano su un vecchio Citroen HY: la specialità a bordo è il burger di fassona. Quello di scamone è cotto sottovuoto sull’Ape Tizer.


Le miasse di Farinel on the road e il business di Pizza e Mortazza
In tre sull’ApeFritto preparano una perfetta tempura, mentre dall’antica tenuta La Fratta della Val di Chiana, un furgone Mercedes rosso fiammante sforna hamburger di chianina e hotdog di maiale toscano del centro di degustazione carni della Toraia (Sinalunga).  I Farinel On the Road sono una rivelazione: preparano le miasse, antiche piade di granturco, cuocendole su ferri arroventati, secondo l’uso piemontese.  Acqua e farina di mais da abbrustolire appena, per poi farcire con Salignum, formaggio spalmabile dell’Alto Canavese con salampatata o di turgia (delle Valli di Lanzo). E ancora, olive ascolane e fish&chps (da Ape Scottadito), polpette, mozzarella di bufala. E arancini catanesi anche in modalità dietetica (riso integrale e spinaci) e cannoli espressi da Lù Bar. Pizza e mortazza sull’ape di Aurelio Gionta: cinque mezzi tra Roma e Milano per un business di successo inaspettato.

Da maggio tutti i truck in una App, poi in tour oltreconfine
Churros, kebab al cioccolato (cremino piemontese) e waffle sull’Ape Lembo Bistrot. Indimenticabili  i dolcetti di matrice napoletana da Mignon: caprese, sfogliatelle ricce e frolle  e pastiere si gustano in un boccone in una cornice di ceramiche di Vietri. Un’esperienza gastronomica a tutto campo presto facilmente replicabile: da maggio sarà possibile rintracciare i  truck itineranti, seguendoli con una App.  Giuseppe Castronovo e il suo gruppo (Streeteat) hanno costituito il primo aggregatore di food truck italiani: un geolocalizzatore per appassionati di cibo di strada. L’applicazione per cellulari sarà scaricabile gratuitamente e conterrà mappe e un’area catering, oltre alle storie dei trucker. Tutto condivisibile sui social network. In attesa di risalire lo stivale, il festival si prepara a superare i confini: Francia e Svizzera le prossime tappe europee.

Credit: Donata Marrazzo per Il Sole 24 Ore Food 24